Il festival di Sanremo è nato nel 1951, tre anni dopo l'entrata
in vigore della Costituzione italiana. Mi viene da pensare che sarebbe ora di proporre
un referendum per cambiare l’articolo 1 della stessa Costituzione, in questi
termini: “l’Italia è una repubblica democratica fondata su Sanremo. La
sovranità appartiene al Festival che la esercita nelle forme e nei limiti
imposti dalla Rai”.
Sta per cominciare. E’ da diverse settimane che veniamo
bombardati da un ritornello televisivo forte e chiaro: “tutti cantano Sanremo”.
Imperversa la “sanremite”. E’ come l’influenza stagionale: colpisce tutti e non
c’è vaccino che possa fermarla. E’ un’overdose mediatica totalizzante che eclissa
ogni altra notizia o interesse culturale e politico nel Paese. Siamo invasi da una quantità
esorbitante di luoghi comuni, di polemiche, di festeggiamenti, di finta
animazione, di pettegolezzi collettivi, di interviste che ci squalifica agli
occhi di mezzo mondo.
Quando una gara di canzonette diventa, in assoluto,
la più evocata, citata, annunciata, attesa - anche dalle autorità istituzionali
- vuol dire che non stiamo tanto bene e che ormai viviamo fuori dalla realtà e
dalle sue priorità.

Nel 1951 l'Italia era diversa, socialmente economicamente e culturalmente differente da quella che oggi strumentalizza il festival per far cassetta. L'Italia, ha bisogno di queste baracconate per stornare l'attenzione da cose ben più importanti, che non siamo capaci di affrontare e soprattutto di risolvere.
RispondiElimina(da leggersi con sarcasmo)...
Quindi ben venga qualsiasi tipo di distrazione. E Avanti con la prossima emergenza.
Proprio così, mio caro Pier: spettacolo di distrazione di massa, capace di monopolizzare l'attenzione e relegare tutto il resto in secondo piano. Ciao
EliminaC’è sempre un effetto nausea e rigetto nei confronti di qualsiasi overdose. Sanremo è degenerato rispetto a quello che vive nei miei ricordi, palcoscenico su cui si esibivano cantanti come Battisti, Morandi, Baglioni, Dalla, Venditti, De Gregori, Cocciante, Bennato, Milva, Zucchero, Mia Martini….Chi sono i cantanti di oggi? Boh!! Si è adattato ai tempi mercantili in cui viviamo producendo incassi enormi e diventando uno spettacolo totalizzante che deborda dai suoi confini canori. Le canzoni non contano più: sono più appetibili i personaggi che fanno spettacolo su quel palcoscenico. Ciao Siu
RispondiEliminaNon lo guardo, ma sarei anche disposto a guardarlo se avesse le giuste dimensioni di una manifestazione canora. Invece ho la sgradevole sensazione di venir pilotato lì a forza dai cosiddetti mezzi di informazione. E allora, grazie ma anche no.
RispondiEliminamassimolegnani
Un vaccino c'è: il telecomando :-)
EliminaA volte il telecomando non basta: ti arriva sempre qualcosa per vie traverse ;)
EliminaConcordo: venir pilotati è la cosa che dà più fastidio
EliminaIo lo seguo, benché riconosca sia un carrozzone di momenti che spesso hanno poco a che vedere con la musica. Lo seguo perché mi incuriosisce, è in grado di regalarmi anche bei momenti, arrivo fino alle 22:45 circa, poi recupero il materiale più commentato. Per me Sanremo rappresenta anche un insieme di ricordi di infanzia e fanciullezza, a casa dei miei era un'istituzione, i bei tempi dei grandi artisti con voci vere.
RispondiEliminaGuardare Sanremo non è un reato. L’ho guardato anch’io in un lontano passato, quando il festival - che durava di meno - dava importanza alle canzoni, non ai personaggi strampalati che popolano quel palcoscenico. Ciò che io critico è il nauseante e ossessivo bombardamento televisivo quotidiano; è la macchina mediatica che enfatizza l’evento e fagocita la realtà. Ciao Luz.
EliminaPassa tutto sotto quell'aspetto "evolutivo" anche la musica e questo lo sappiamo bene ,non possiamo riavere un Battiato ,un De André o quel Battisti di quell'epoca, ma fai bene a precisare che l'aspetto mediatico è un effetto risonanza che si impone anche contro un certo volere, fagocitando la realtà.
RispondiEliminaIeri ero in tutt'altro suono e melodia,a raccogliere bietole e cimette selvatiche,ecco questa è davvero quella musica che amo più di tutto e che non tramonta mai , perché i suoni e le vibrazioni le si vivono a stretto contatto con la natura,diventando potente antidoto al rumore di fondo che premia il consumo mediatico proprio grazie agli ascolti fino a notte fonda .L'accostamento all'articolo 1della Costituzione è una cruda realtà e sintesi perfetta di quella che è anche una nostra libera scelta.
Un saluto
Linda
Se la televisione - ogni tanto - anzichè bombardarci con deleteri messaggi pubblicitari - e ora con Sanremo, praticamente non- stop - ci insegnasse a riconoscere "bietole e cimette selvatiche", io credo che farebbe un'opera meritoria, degna di lode. Ci avvicinerebbe alla natura facendoci conoscere quelle erbe spontanee commestibili, risorse importanti per un'alimentazione davvero sana. Che bello sarebbe se al posto di Achille Lauro e Carlo Conti, ci facessero vedere il tarassaco e il finocchietto selvatico, la borragine e il farinello! La mia, naturalmente, è utopia allo stato puro.
EliminaCiao Linda
Al referendum voto NO
RispondiEliminaAnch'io :)
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