martedì 3 febbraio 2026

La vita fugge et non s'arresta una hora

 


Tra i grandi pensatori del passato che hanno saputo esprimere, con immagini di straordinaria intensità, la fugacità del tempo che scorre e la precarietà dell’esistenza umana, c’è sicuramente Francesco Petrarca. Nel sonetto La vita fugge et non s’arresta una hora l’autore del Canzoniere (…oggi mi piace tornare sui banchi di scuola), ci invita a riflettere sul senso della vita, sul declino della giovinezza e sulla morte che “vien dietro a gran giornate”. Una riflessione esistenziale potente, carica di malinconia e inquietudine. Io credo che non occorra fare la parafrasi del testo per comprenderlo.

La vita fugge, et non s’arresta una hora,
et la morte vien dietro a gran giornate,
et le cose presenti et le passate
mi dànno guerra, et le future anchora;

e ’l rimembrare et l’aspettar m’accora,
or quinci or quindi, sí che ’n veritate,
se non ch’i’ ò di me stesso pietate,
i’ sarei già di questi penser’ fòra.

Tornami avanti, s’alcun dolce mai
ebbe ’l cor tristo; et poi da l’altra parte
veggio al mio navigar turbati i vènti;

veggio fortuna in porto, et stanco omai
il mio nocchier, et rotte arbore et sarte,
e i lumi bei che mirar soglio, spenti.


6 commenti:

  1. Voliamo alto, oggi...
    F.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ehehe! Ogni tanto bisogna elevarsi: quel tanto che basta :)

      Elimina
  2. Sono legata a Petrarca da un antico amore. Sin dal liceo, quando mi imbattei in Chiare, fresche e dolci acque. Il mio professore era un appassionato di Petrarca e Leopardi e me lo fece amare molto. Poi al concorso per la cattedra fortuna volle che l'analisi testuale fosse richiesta proprio su una canzone di Petrarca. Un poeta "moderno" per quei tempi, decisamente lontano dallo stesso altissimo genio di Dante, ma diverso per il merito di aver inaugurato un modo nuovo di pensare alla vita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi sorprende che una professoressa ami Petrarca, una figura che si avvicina all’umanista moderno perché pone l’uomo - con i suoi conflitti interiori e con la sua tormentata coscienza civile - al centro della sua produzione letteraria. Non so quanto gli studenti, oggi, siano attratti dalla sua poetica. Certo, avere un’insegnante che te lo fa amare è un vantaggio non indifferente. Una spinta forte alla sua comprensione :)
      Ciao Luz

      Elimina
  3. Risposte
    1. Caro Enzo, "volare alto" non vuol dire leggere, necessariamente, Petrarca o Dante. Significa - in quest'era della globalizzazione, del pensiero unico e del conformismo - coltivare una sorta di resistenza intellettuale e spirituale, senza farsi manipolare e ingabbiare dai condizionamenti mediatici dominanti. Significa sostenere, a costo di andare controcorrente e farsi dei nemici, una propria visione del mondo, una propria filosofia di vita, uno sguardo critico sulla realtà circostante. E se poi, ogni tanto, ci affidiamo anche al pensiero di qualche grande umanista del passato, la cosa non può che portarci dei benefici. E tu lo sai bene!

      Elimina