Se, una volta, il potere
mostrava le sembianze della forza di un esercito invincibile e il carisma del
suo comandante supremo – Alessandro Magno… Giulio Cesare… Napoleone Bonaparte -
oggi si esprime in forme assai diverse, non ha il volto riconoscibile dei
“Grandi della Terra”, nonostante si allarghi tra gli uomini il desiderio di
conquistare quel potere.
E’ un potere oscuro, subdolo,
vischioso, che si insinua dentro di noi e occupa i nostri pensieri; un potere
che non ha un volto decifrabile e ci lusinga, ci domina, ci rende schiavi. Ci
possiede.
Ha potere il messaggio
pubblicitario replicato all’infinito: genera desideri;
ha potere l’immagine violenta di
distruzione e di morte: è lo spettacolo quotidiano del dolore veicolato dai
media per destare paura, scioccare e impressionare;
ha potere la parola, capace di
influenzare il modo di pensare, ma anche di costruire o distruggere, consolare
o ferire;
ha potere la moda, capace di
definire scelte e comportamenti sociali;
ha potere il denaro, che da
mezzo di scambio è diventato il fine ultimo del mondo e strumento di controllo;
ha potere la tecnologia che,
attraverso i suoi strumenti pervasivi, condiziona il pensiero umano e
imprigiona le menti.

Si esprime in mille altre maniere simulando la nostra quiete: in realtà odiamo, invidiamo, compriamo, truffiamo, infieriamo e condizioniamo. Apparentemente rispettando ogni sana Costituzione.
RispondiEliminaMa a quei poteri rendiamo costantemente omaggio. Impotenti. Incoscienti.
A quei poteri “rendiamo costantemente omaggio” perché, forse, nell’intimo cerchiamo e a volte otteniamo un po' di potere anche noi. E se ci pensiamo bene tutti ne hanno una piccola parte: i giornalisti, certi blogger (esclusi i presenti), i politici, i partiti e tutte le altre categorie sociali organizzate, certi presentatori televisivi. Andreotti diceva che il potere logora chi non ce l’ha, e in qualche maniera aveva ragione perché sono molti quelli che lo cercano in questa nostra società. Un potere enorme e pervasivo lo hanno i social che influenzano opinioni e comportamenti. Oggi, se non stai sui social non esisti. Poi, naturalmente, ci sono delle "anime belle" che in questo mondo non cercano potere, vivono di poche cose, di poche immagini, di pochi grandi pensieri...
EliminaA me tra questi poteri sparpagliati e un poco viscidi quello sbalordisce di più e’ il potere dei cosiddetti influencer, giovanotti e giovanotte senza arte né parte che riescono a fare soldi raccontando la loro (insignificante) vita e reclamizzando intanto i prodotti più disparati
RispondiEliminaml
...e quanti danni arrecano! Ciao Massimo.
EliminaD'accordissimo sia con Franco Battaglia che con ml.
RispondiEliminaCiao Siu :)
EliminaVero ,oggi non c'è una sola è unica forma di potere come quella che caratterizzava una certa epoca, con sembianze di cui ben descrivi.Oggi il contesto sociale ,i media, la tecnologia influiscono tanto sulla percezione, orientandoci (o disorientantoci) su quali elementi meritano la nostra attenzione .Alla fine il potere nel dare priorità o meno a qualcosa piuttosto che a un'altra è sempre nell'uomo stesso e nel grado in cui se ne fa condizionare.Se scrivessi di " potere del silenzio" forse ,forse ...potremmo ancora salvare una parte di autenticità. Senza omologazione alcuna ,meglio rimanere se stessi più che seguire la moda ,una certa politica corrotta e tanti notiziari che annunciano solo e sempre notizie negative ,come se l'esistenza avesse un unica direzione catastrofica.
RispondiEliminaIl potere del silenzio è spazio necessario per proteggere l'autenticità dall'omologazione,potere che funge come filtro critico verso i media
e la tecnologia che operano attraverso l'economia dell'attenzione:la nostra.
Un saluto
Linda
Grazie Linda. Dici bene: il contesto sociale orienta (o disorienta) la nostra attenzione. La società attuale spinge verso la standardizzazione dei comportamenti, dei pensieri e dei desideri. E’ il pensiero unico imposto dal potere dei media e della tecnologia. In maniera diversa, chi più e chi meno, stiamo diventando dei consumatori obbedienti. E allora ben venga il “potere del silenzio”, quale potente atto di resistenza al rumore assordante del mondo, alla superficialità dell’era digitale e ai condizionamenti esterni.
EliminaCiao e buona giornata.
Sto leggendo Ipnocrazia, un piccolo saggio molto chiaro e illuminante riguardo al tema. :(
RispondiEliminaNe ho sentito parlare: sembra che questo autore, Jianwei Xun, sia un'identità fittizia creata dall'editore del libro, in collaborazione con l'IA. Mah!
EliminaPost sintetico ed efficace. In parte contiene già risposte decisive, ma anche qualche tiro (A mio avviso) fuori bersaglio. Comincerei da questi:
RispondiElimina- Se il potere poggiasse esclusivamente su moda, denaro e tecnologia sarebbe di per sé e al giorno d'oggi, praticamente impossibile da contrastare dacché in tutti e tre i casi non è proprio possibile estirpare questi fattori dalla vita dell'uomo moderno. Credo invece che , come osserva Linda, giochi un ruolo determinante l'informazione massificata, posizione peraltro ben denunciata da PPP, l quale insisteva costantemente sul criterio (peraltro ben noto in biologia e nella fisica delle particelle) di omologazione. Ma quando tu, Pino, parli di un qualcosa che agisce dall'interno del nostro animo, credo che tocchi veramente il nodo cruciale della questione. Mettendo insieme i vostri interessanti interventi, direi allora che il potere come entità occulta opera con sopraffina precisione agendo direttamente sulle nostre facoltà cognitive. Ne parla Aldous Huxley piuttosto dettagliatamente nella prolissa postfazione al suo 'Il nuovo mondo' (Siamo negli anni Cinquanta, e Huxley già allora conia un termine molto attuale: 'Ipnopedia' ). In quanto all'economia dell'attenzione vi è un libro specifico che analizza il suo reale e pericoloso significato, il libro è Georg Franck-Oberaspach. Ökonomie der Aufmerksamkeit, e ne parlo in uno dei miei ppost più letti: https://arteeordineanarchico.blogspot.com/2021/07/prima-parte-di-questa-serie-di-post-i.html
Ma qui, si apre un mondo...
Il potere basato sulla moda, sul denaro e sulla tecnologia – tre pilastri fondamentali dei nostri tempi - è estremamente pervasivo e difficile da scardinare, ma non è assoluto. Un ruolo importante lo svolge naturalmente l’informazione, sempre più omologata, che condiziona i comportamenti delle persone. Si, è vero, Huxley temeva i condizionamenti psicologici della tecnologia e con “il nuovo mondo” già descriveva i nostri tempi, anticipando la società dominata dal consumismo sfrenato e dal controllo sociale, che non sarebbe avvenuto con la forza brutale (come nel 1984 di Orwell), ma attraverso il desiderio degli individui di essere schiavi, al fine di raggiungere una felicità artificiale e un piacere immediato. Lui parlava di totalitarismo dolce e di “schiavitù piacevole”.
EliminaCiao Fabio
Nel post precedente a quello linkato vi è una recensione al libro di Georg Franck- del 1999.
RispondiEliminaOK!
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