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lunedì 22 giugno 2020

Il sacro



Il sacro si può scorgere
in un’antica chiesetta di campagna
che eleva l’animo
più di una sfarzosa cattedrale;
e  si può scorgere al cospetto di
un muretto a secco levigato dal tempo
che rende più morbido un pendio
e più lieve una collina;
il sacro si può scorgere osservando
la maestosità di una quercia,
il tronco contorto di in un ulivo secolare,
un lungo filare di altissimi cipressi;
e si può scorgere sulla cima di una montagna,
su una spiaggia solitaria e incontaminata,
in una piazzetta silenziosa di paese,
tra i vicoli quieti di un antico borgo
arroccato su una rupe
che non sa di questo tempo
che non sa di questo mondo;
il sacro si può scorgere stando in contemplazione
su una panchina appartata
di fronte al mare;
si può scorgere osservando il tramonto,
il cielo stellato,
il cadere lento della pioggia
su un campo di grano,
il volto sereno di un vecchio senza tempo;
il sacro si può scorgere 
dinanzi a un solitario contadino
destinato a sparire
che affonda l’erpice tirato da un bue
nel suo piccolo campo;
e si può scorgere in una madonna di Raffaello,
in una scultura di Michelangelo
che educa al bello
e in una sinfonia di Mozart
che nutre lo spirito.

10 commenti:

  1. condivido ogni tua parola. I nostri occhi sanno "sentire" il sacro dove altri magari vedono solo qualche pietra accatastata.
    massimolegnani

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    1. Grazie Carlo: non avevo dubbi sul tuo "sentire". Uno come te che si inerpica con la bicicletta tra i sentieri di montagna, ne avrà di occasioni per imbattersi nel sacro. Un caro saluto

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  2. Belli e profondi i tuoi versi. Francesco

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  3. Il sacro lo creiamo con la nostra sensibilità. E leggerti è una di quelle occasioni, dove diveniamo fragili e splendidamente contagiati..

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    1. E' proprio vero: la sensibilità crea il sacro. Grazie, Franco, per le tue belle parole

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  4. Ho letto diverse volte la "sacralità" di questa bellissima poesia .

    Cos'altro ci riservi?

    Da qualche parte si parla di "verità" e ho sentito di intervenire...in questo posto la verità me la sono trovata difronte!

    Buona serata.


    L.

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    1. Ciao L.
      quello che ho voluto sottolineare è che il sacro non è una condizione legata alla religione ma un modo di sentire e di percepire la realtà e le cose che ci circondano, nella loro dimensione spirituale. E credo che anche la verità abbia una sua sacralità, anche se - a guardare certe trasmissioni televisive - di verità ne esiste una per ogni occasione. E una bugia, ripetuta cento volte in certi contesti, diventa, ahimè, essa stessa una verità. Un caro saluto e buona giornata

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  5. Si, capisco bene quando scrivi "un modo di sentire"...

    In risposta alla seconda parte del tuo commento...
    Calvino ci ha lasciato una parte di " verità " da cui ancora possiamo attingere ritrovandoci in uno dei due modi o dei due mondi.È proprio quel *sentire che si sottrae al far parte dell'Inferno scegliendo il rischio della non "contaminazione" ...quello che esige attenzione e apprendimento continui... "cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio" .

    Forse tu puoi capire quando anche nell'Inferno di questa pandemia ho apprezzato il silenzio!

    Saluti a te e grazie!


    L.

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    1. Mi fa piacere che tu abbia citato Calvino. Accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più, di non riconoscerlo più: questo è il pericolo che oggi corriamo. E allora diventa importante saper distinguere e vedere, anche in mezzo all'inferno, la sacralità delle piccole cose. Ciao e grazie a te

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