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mercoledì 11 settembre 2019

La conosci tu la solitudine?

Edward Hopper - tavola calda


La conosci tu la solitudine?
Sì, quella dei poeti e degli impotenti.
La solitudine?
Quale solitudine?
Ma lo sai che non si è mai soli?
E che dovunque ci portiamo addosso
il peso del nostro passato e anche quello del nostro futuro?
Tutti quelli che abbiamo ucciso sono sempre con noi.
E fossero solo loro, poco male.
Ma ci sono anche quelli che abbiamo amato,
quelli che abbiamo amato e che ci hanno amato.
Il rimpianto,
il desiderio,
il disincanto e la dolcezza,
le puttane e la banda degli dei!
La solitudine risuona di denti che stridono,
chiasso, lamenti perduti…
se soltanto potessi godere la vera solitudine,
non questa mia solitudine infestata dai fantasmi,
ma quella vera,
fatta di silenzio e
tremore d’alberi
Tratta dal testo teatrale “Caligola” di
Albert Camus

10 commenti:

  1. Camus non lo conosco molto, ma Hopper è incredibile per quello che trasmette

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    1. Se vuoi leggere Camus, ti posso consigliare "Lo straniero", un classico della letteratura. Anche a me Hopper piace molto. La sintesi della sua esperienza artistica e interiore era certamente la solitudine dell'uomo nelle periferie delle grandi città.

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  2. meraviglioso (e sì, la si conosce un po' tutti, e stare con sé stessi ti obbliga ad andare d'accordo con te)

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    1. Condivido...e per stare con se stessi bisogna stare lontano dal chiasso. Grazie

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  3. credo che la solitudine (non quella degli asceti e dei filosofi, ma la nostra, quando ci isoliamo e ci ritroviamo con noi stessi) sia sempre infestata dai "fantasmi".
    massimolegnani

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    1. Sarà pure infestata dai fantasmi, eppure - come diceva Thoreau -non ho mai trovato compagno che mi facesse così buona compagnia come la solitudine. Ciao Carlo e buona serata

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  4. La solitudine fa paura a troppi, e la si infesta di chiasso.
    Di gente uccisa e gente da uccidere.
    Io mi ci trovo bene, la bramo spesso, e ne accarezzo le pieghe su qualche isola egea fuor di rotta, e coi fantasmi - lo ripeterò fino alla nausea - bisogna farci amicizia -.
    Come con lo streptococco che ospito da anni...

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    1. Anch'io mi ci trovo bene: non mi fa paura. Anzi, ti dirò: la solitudine l'avverto molto di più camminando lungo una strada affollata di gente che non quando sto da solo in una stanza

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