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mercoledì 1 ottobre 2014

Fuga dal mondo






Ho letto il libro di Vittorino Andreoli “Fuga dal mondo”; questa lettura mi ha confermato che l'autore, oltre ad essere un grande psichiatra è anche un ottimo scrittore, il quale  probabilmente porta anche nei suoi libri e, quindi, nella finzione letteraria, la sua esperienza di lavoro, a contatto con la sofferenza e con il mondo della follia.
Io credo che le tematiche esistenziali trattate da Andreoli in questo libro siano anche le sue ossessioni e, attraverso questo suo originale romanzo, rappresenta la “sua” interpretazione della condizione umana intessuta di solitudine….paura….follia…malattia. Le percezioni che  ne ricaviamo, leggendolo, a volte non sono piacevoli, ci fanno male, in qualche maniera ci feriscono. Sono comunque dentro di noi e l’evocazione che ne fa lo scrittore attraverso il suo racconto turba la nostra coscienza, rattrista il nostro animo.
E’ pur vero che non possiamo considerare un buon libro solo quello che riesce a farci ridere, che ci mette di buon umore, che parla della bellezza e delle cose piacevoli della vita…esistono purtroppo anche altri aspetti della nostra esistenza che fanno riferimento alla tristezza, alla solitudine dell’uomo, alle sue ossessioni, alle sue paure. E’ come se dicessimo che sono belli solo i quadri che rappresentano un bel paesaggio, un bel ritratto e non quelli, invece, che ricordano la vecchiaia, la paura, la solitudine.
Intanto credo che il libro, in qualche maniera, può anche, “disturbare”,  creare disagio, prima di tutto perché in esso non c’è “amore” nella sua accezione nobile del termine. Non contiene quell’ottimismo che rende più leggera la vita e più sopportabile il dolore.
Può disturbare per esempio la nostra sensibilità quel continuo richiamo alla morte e ai cimiteri e poi… quella casa a forma di “Cubo” che il protagonista si fa costruire sull’orlo di un precipizio, simbolo delle distanze che vuole mantenere con il mondo intero, simbolo di solitudine e di incomunicabilità. Può disturbare quella sofferenza che aleggia sul libro, condizione insanabile e immodificabile e quella lunga disquisizione finale sulla vita e sulla morte.
 
letto nel dicembre 2009
 
 
 

4 commenti:

  1. No, Andreoli proprio non mi attrae.

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  2. Sorrido....effettivamente si presenta un po' male....però scrive bene. Ciao :-)

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  3. Io, tempo fa, avevo comperato per bisogno di solidarietà, il libro di Andreoli "Lettera a un adolescente". Libro che ho molto apprezzato perchè illuminante, positivo e propositivo.Un Andreoli ricco di speranza che però ben capisce ed affronta il disagio esistenziale di quell'età. Lo consiglierei a chi ha figli adolescenti.

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  4. Ho letto diversi altri libri di Andreoli. Lo considero uno dei grandi testimoni del nostro tempo. Grazie per il commento.

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