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lunedì 1 settembre 2014

Lo scrittore fantasma



Credo che per scrivere un libro nel terzo millennio – e mi riferisco soprattutto a chi si azzarda a pubblicare la sua prima opera letteraria - occorra avere davvero tantissimo coraggio. O tanta superbia, a seconda dei punti di vista. Basta entrare in una qualsiasi libreria, anche la più piccola, per accorgersi che il mondo non ha bisogno di un nuovo libro.

Tutto ciò che c’era di importante da scrivere, secondo me, è stato già scritto. Parlo, naturalmente, della buona letteratura e non della spazzatura che oggi imperversa, del libro come luogo della fantasia e non del semplice prodotto di mercato. Chi ha un po’ di dimestichezza con i libri, per fortuna sa dove attingere, perché esistono buone riserve, grazie ai grandi autori del passato che ci hanno lasciato opere indispensabili per la nostra formazione culturale. Con questo non voglio dire che non si debba più scrivere o che non ci siano giovani talenti in grado di fare ancora buona letteratura: me ne guardo bene da una simile affermazione. Però quello che vedo in giro mi lascia molto perplesso e mi induce a fare questa riflessione.

Quindi mi domando perché mai dovremmo leggere un romanzo di Giovanni Floris (quello di Ballarò), che sarà pure un bravo giornalista, ma non ha la stoffa dello scrittore; Andrea Pirlo è senz’altro un grande giocatore, ma non si deve avventurare in campi che non gli appartengono; Guccini è un ottimo cantautore, ha scritto belle canzoni per la musica italiana, ma continui pure a cantare e lasci perdere i libri. Potrei fare un elenco lunghissimo dei nuovi scrittori, ma mi astengo. Se dovessi dare un consiglio a questi personaggi pubblici, direi loro: cercate di fare bene il vostro mestiere, provate a leggere qualche libro in più e risparmiateci le vostre opere letterarie.

Oggi fanno letteratura - sto usando una parola grossa – soprattutto i volti noti della televisione e della carta stampata che, se non fossero tali, venderebbero tanti libri quanti ne potrebbe vendere il mio amico macellaio, qualora decidesse di abbandonare i quarti di bue per darsi alla scrittura; lo dico senza nulla togliere a chi mi fornisce dell’ottima carne, perché  sono sicuro che lui ha più talento dei tanti personaggi famosi, le cui facce sorridenti spuntano dalla quarta di copertina dei “capolavori” in mostra nelle vetrine delle librerie.

E’ sempre più attuale quel motto di Leopardi che recita: “è più facile ad un libro mediocre d’acquistare grido per virtù di una fama già ottenuta dall’autore, che ad un autore di venire in reputazione per mezzo di un libro eccellente”. Se questo assunto era già valido ai tempi del poeta di Recanati, figuriamoci oggi che viviamo perennemente in una sorta di società dello spettacolo: se non sei un volto noto, anche se hai ottime qualità, vieni inevitabilmente tagliato fuori dal mercato editoriale perché gli Editori, quelli importanti, hanno ormai abdicato alle loro responsabilità culturali. Il personaggio famoso fa vendere, e chissenefrega della qualità dei libri e della scrittura.

Ma va detto che se attualmente prolificano tanti scribacchini – alcuni dei quali non sarebbero capaci di scrivere neanche la lista della spesa - è perché esiste sul mercato una figura molto ricercata a cui si rivolgono questi geni con velleità letterarie: è lo “scrittore fantasma”. Si tratta di un autore che sa usare molto bene la penna; costui, non scrive per sé ma per gli altri e cioè per quelli già famosi e per le grandi personalità del mondo dello spettacolo e della televisione. Tra questi spicca un talentuoso e scaltro scrittore inglese, tal Andrew Crofts, il quale ha capito molto bene il sistema ed ha scoperto il modo per fare un po’ di soldi scrivendo libri per i suoi clienti più importanti e popolari. E’ un perfetto sconosciuto questo Crofts, il suo nome infatti non appare mai in copertina. Ha pubblicato, in quarant’anni di carriera, oltre ottanta libri molti dei quali hanno scalato le classifiche di vendita inglesi, con decine di milioni di copie vendute. Viene contattato da editori, agenti letterari, da vip e romanzieri, anche sconosciuti (un migliaio di richieste annuali): e lui - attraverso la storia che gli viene commissionata e guardando il mondo con gli occhi di un altro, ossia “l’autore” del libro – scrive senza sosta oscurando il suo nome, naturalmente. Elabora in media tre libri all’anno e al suo cliente chiede “soltanto” 130.000 euro per ogni libro pubblicato. Vi consiglio, però, di non provarci perché se non siete già famosi, se non avete partecipato neanche a un “grande fratello” e non siete mai stati ospiti a “che tempo che fa”, rischiereste di buttare al vento molti soldi, perché il libro – seppure fosse scritto dal re dei bestseller Andrew Crofts – lo comprerebbero solo i vostri familiari: quelli più stretti.

Con tutto il rispetto.

 

15 commenti:

  1. In un mio vecchio post li avevo denominati scrittori improbabili.
    Purtroppo il "mercato" detta regole assai bislacche, a volte.

    Basterebbe che in tanti scegliessero di divenire buoni lettori e lasciassero la scrittura in mano a chi sa cosa sia.

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  2. Ho letto quel tuo vecchio post. A quell'elenco di scrittori "improbabili", come li chiami tu, se ne sono aggiunti nel frattempo tantissimi altri. E tanti altri ancora se ne aggiungeranno in seguito. No, non siamo un popolo di buoni lettori. Se lo fossimo, questa gente qui non potrebbe pubblicare alcun libro.

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  3. E' così importante essere buoni lettori con la passione vera per la lettura.
    E non lo siamo.
    E favoriamo questi "scrittori fantasma" e altri imbrogli.

    Un caro saluto
    gb

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  4. Visto il nuovo canale tv Agon Channel? Stanno facendo casting per tantissimi nuovi programmi in partenza: http://www.agonchannel.it/calendario_tour

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  5. Sono totalmente d'accordo sul fatto che gli Editori importanti abbiano abdicato alle loro responsabilità culturali e sociali. E' un peccato. Avremmo molto bisogno di una guida capace che ci facesse uscire dalla palude in cui siamo.

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    1. E' vero: gli editori importanti pensano solo ai soldi e non hanno a cuore la cultura. Ciao e grazie

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  6. Io rimango anche colpita dal proliferare dei libri di cucina. Mica l'Artusi, ma gente come la Clerici o la Parodi che a mio parere non hanno messo mai una pentola sul fuoco (avranno ovviamente un simil-Crofts alle spalle). Vendono vagonate di copie, altrimenti le case editrici avrebbero già rinunciato alla pubblicazione- , ma chi compra quei libri -se tali li vogliamo definire-?
    Per il resto, avendo sacrificato per famiglia/lavoro un bel po' degli ultimi anni, ho veramente in questo tempo letto poco, perché sulle pagine la testa reclinava e gli occhi si chiudevano per la stanchezza. Ora che ho più tempo ho ripreso, ma prendo i libri in biblioteca, perché (più o meno) concordo sul fatto che ciò che c’era di importante da scrivere, è stato già scritto.
    E in biblioteca lo trovo, anche se ovviamente non conosco l'ultimo libro di Pinco Pallo uscito una settimana fa. E comunque non mi basterebbe una vita per leggere tutti i libri delle 2 biblioteche in cui mi sono iscritta. Il sig. Crofts ahimè non si ingrasserà con i miei quattrini.
    Ciao Remigio. Buona giornata. Marilena

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  7. Cara Marilena, non volevo infierire sulla Clerici e sulla Parodi...l'hai fatto tu e ti ringrazio. Anch'io credo che le due belle facce note non abbiano mai preparato un uovo al tegamino: eppure si atteggiano a grandi maestre della cucina. Questi sono i tempi. Buona serata a te.

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  8. Si, con tutto il rispetto. E comunque, complimenti al sig. Crofts.

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    1. Ha del talento quel Crofts. Grazie per la visita :-)

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  9. Condivido quanto detto, ma gli editori, poveracci, fanno il loro mestiere che non è, come a noi piacerebbe che fosse: la ricerca del capolavoro, ma vendere il prodotto che il mercato richiede. La domanda da farsi è: "Questi libri di personaggi televisivi vendono?" Perché se vendono ha ragione l'editore. Molti anni fa Arnoldo Mondadori inseguì il sogno di pubblicare il capolavoro assoluto, e per circa ventanni ha corrisposto cifre ingenti a D'Arrigo per il romanzo che questi stava laboriosamente scrivendo, ma quando è uscito nel '75 Horcynus Orca non ha venduto tanto da recuperare quanto investito. Un caro saluto.

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    1. Caro Giorgio, secondo me questi libri di personaggi televisivi vendono. E a questo punto, forse, hanno ragione gli editori, perché come dici giustamente tu, loro stanno sul mercato per fare soldi. Quindi meglio pubblicare un libro della Littizzetto, anzichè quello di uno scrittore emergente che, pur conoscendo l’arte della scrittura, difficilmente potrebbe competere con la notorietà di un volto noto della televisione. D’altra parte “de gusti bus non disputandum est”. Grazie per la visita.
      Un caro saluto.

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  10. D'accordissimo con te. E te lo dice uno che, proprio in questi giorni, ha messo in rete (amazon) tutte e cinque le sue opere prodotte in tredici anni di duro impegno letterario. Consapevole di essere un modesto artigiano della penna, regalo i miei libri a chi me li chiede. Se poi piacciono a qualcuno, tanto meglio.
    Nicola da Wordpress http://nictrecinque42,wordpress.com
    Nicola

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  11. Caro Nicola, purtroppo le cose nel mondo letterario vanno così: se non sei un volto noto o non sei raccomandato da qualcuno, il grande editore nemmeno ti degna di uno sguardo. Fossi anche un genio della penna. Benvenuto nel mio blog.

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